Canzoni


Fortuna Imperatrix Mundi

I

O Fortuna, / Velut luna
statu variabilis,
semper crescis / aut decrescis;
vita detestabilis
nunc odurat / et tunc curat
ludo mentis aciem,
egestatem, / potestatem
dissolvit ut glaciem.

Sors immanis / et inanis,
rota tu volubilis,
status malus, / vana salus
semper dissolubilis,
obumbrata / et velata
michi quoque niteris;
nunc per ludum / dorsum nudum
fero tui sceleris.

Sors salutis / et virtutis
michi nunc contraria,
est affectus / et defectus
semper in angaria.
Hac in hora / sine mora
corde pulsum tangite;
quod per sortem / sternit fortem,
mecun omnes plangite!


II

Fortune plango vulnera / stillantibus ocellis,
quod sua michi munera / subtrahit rebellis.
verum est, quod legitur, / fronte capillata,
sed plerumque sequitur / Occasio calvata

In Fortune solio / sederam elatus,
prosperitatis vario / flore coronatus;
quicquid tamen florui / felix et beatus,
nunc a summo corrui / gloria privatus.

Fortune rota volvitur: / descendo minoratus;
alter in altum tollitur; /nimis exaltatus
rex sedet in vertice - / caveat ruinam!
nam sub axe legimus / Hecubam reginam.

Carmina Burana, musicato da Carl Orff





La carmagnola

A lu suono de grancascia / viva lu popolo bascio.
A lu suono de tamburielli / sò risorte li puverielli.
A lu suone de campane / viva viva li pupulane.
A lu suono de viuline / morte alli giacubbine.

Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.

A santeremo tanta forte / l’hanno fatto comm’a ricotta
A stu cornuto sbrevognato / l’hanno miss’ ‘a mitria n’capa.
Maistà chi t’ha traduto / chi stù stommaco ha avuto
e signore e cavaliere / te vulevano prigiuniere.

Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.

Alli tredece de giugno / sant’Antonio glurioso
e signure sti birbante / e facettero o mazze tante.
Sò venute li francise / aute tasse nci hanno mise.
Libertè... Egalitè / tu arrobbe ammé io arrobbe attè.

Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.

Li franciese sò arrivate / ci hanno bbuono carusate.
E vuolà e vuolà / cavece n’culo alla libbertà.
E’ fernuta l’uguaglianza / è fernuta la libbertà
pe’ vuie sò dulure e panza / signò jateve a cuccà.

Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.

Passaie lu mese chivuso /le ventuso e l’addiruso
a lu mese ca se mete / hanno avuto l’aglio arrete.
Viva tata maccarone / ca rispetta la religione
Giacubbine iate a mare / ch’abbrucia lu panare.

Sona sona sona carmagnola
sona li cunsiglia viva o rrè cu la famiglia.




Ribelli di Vandea

Ride la piazza ed urla / al sangue che colora
il collo dei soldati / fedeli alla Corona,
che sopra i ceppi han’ baciato / i gigli dell’onore,
che col sorriso han’ gettato / di sfida un guanto ancor.

Siam del Re, / ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam / il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.

La fede che noi / serviam con onor
dentro ai nostri cuor risplende
come un bel simbolo d’Amore / che al tron ci legò.
Spade di Vandea, / falci della boscaglia,
baroni e contadini, / ci aspetta la battaglia,
per giustiziar chi tagliò il giglio / là sulle ghigliottine,
per riabbracciar il sole di Francia / sulle nostre colline.

Siam del Re, / ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam / il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.

Se un rosso fior / nasce in petto a noi,
è sangue di chi crede ancor,
di chi combatte i vincitor, / di uomini d’onor.
Nei cieli devastati / da giudici plebei,
dall’odio dei tribuni, / dal pianto degli dèi,
sbocciano i fior che i cavalieri / portano su i mantelli
son bianchi gigli che han’ profumato / il canto dei ribelli.

Siam del Re, / ladri e cavalieri,
nella notte noi andiam / il vento freddo del terrore
non ci potrà fermar.




Il domani appartiene a noi

Ascolta il ruscello che sgorga lassù / ed umile a valle scompar,
e guarda l’argento del fiume /che sereno e sicuro va.
Osserva dell’alba il primo baglior / che annuncia la fiamma del sol
ciò che nasce puro, più grande vivrà / e vince l’oscurità.
La tenebra fugge i raggi del sol / Iddio dà gioia e calor
nei cuori la speranza non morirà. / Il domani appartiene a noi.
Ascolta il mio canto che sale nel ciel /verso l’immensità
unisci il tuo grido di libertà / comincia l’uomo a lottar.
Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar / se uniti noi marcerem
l’usura e il pugno noi vincerem. / Il domani appartiene a noi.
La terra dei padri, la fede immortal / nessuno potrà cancellar
il sangue, il lavoro, la civiltà. / Cantiamo la tradizion.
La terra dei padri, la fede immortal, / nessuno potrà cancellar
il popolo vinca dell’oro i signor. / Il domani appartiene a noi.




Berlino

Il cielo è sempre grigio / la gente indifferente.
Berlino dal muro di fango / ha sempre canzoni di morte.

Berlin, oh mein Berlin, Berlin
cantava nel sole / ogni ragazzo che è morto / per te.

E mentre il mondo invoca la pace
nelle tue strade muore ogni giorno / la Libertà.

Fate parlare la Freederichstrasse!
Fate parlare Brandeburger Tor.
Racconteranno di Seidel. / Racconteranno di Fechter.
E vi diranno le pene / della mia bella città!

Berlin, oh mein Berlin, Berlin
la gente tranquilla / si è già scordata di te.

Daremo ai profughi una coperta / ed un lavoro alle fabbriche Krupp,
purché non turbino il sonno / di queste nostre città:

Berlin, oh mein Berlin, Berlin
nessuno più vuole sentire / la tua preghiera!

Si vive solo per una speranza / che non dimentica la Libertà,
ma sulle croci del muro / c’è l’erba della viltà.

Berlin, oh mein Berlin, Berlin...

Berlin!!!





Ragazzi di Budapest

Avanti ragazzi di Buda / avanti ragazzi di Pest
studenti, braccianti, operai, / il sole non sorge più ad Est.
Abbiamo vegliato una notte / la notte dei cento e più mesi
sognando qui giorni d’ottobre, / quest’alba dei giovan’ ungheresi.
Ricordo che avevi un moschetto / sù portalo in piazza, ti aspetto,
nascosta tra i libri di scuola / anch’io porterò una pistola.
Sei giorni e sei notti di gloria / durò questa nostra vittoria
ma al settimo sono arrivati / i russi con i carri armati.
I carri ci schiaccian le ossa, / nessuno ci viene in aiuto
sull’orlo della nostra fossa / il mondo è rimasto seduto.
Iliuscia non dire a mia madre / non dirle che muoio stasera
ma dille che vado in montagna / e che tornerò a primavera.
Compagno, riposa il fucile / torneranno a cantare le fonti,
quel giorno, serrate le file / noi scenderemo dai monti.




Budapest

Sto sul monte e guardo giù, / dove sorge una città
sulle torri delle chiese / strilla forte il gallo rosso
rosso il cielo delle fiamme / rosse le strade di sangue
rossi sono i carri armati, / sta bruciando Budapest.

Oh Budapest! / soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare / quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!

Tu borghese d’occidente / tu che hai moglie, figli e amante
le tue case sono calde / e non ti va di rischiare per Budapest.
Tu borghese d’occidente / hai raccolto sacchi d’oro
nati dal sangue magiaro / e poi ci hai incatenati al gigante dell’Est

Oh Budapest! / soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare / quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!

Qui sul monte sto guardando / la fine di un’illusione
nata lungo il nostro fiume / e che muore assassinata con Budapest.

Oh Budapest! / soli abbiamo perduto
erano in tanti a parlare / quando non costava niente
e adesso chi c’è a morire con noi!!!




Papa don't preach

Papà so che ti arrabbierai
perché io sono sempre stata la tua bambina
ma dovresti sapere ormai
che non sono così piccola
mi hai sempre insegnato la differenza tra giusto e sbagliato
ho bisogno del tuo aiuto, papi per favore sii forte
posso essere giovane di spirito
ma so quello che sto dicendo
il tipo su cui mi hai messo in guardia per tutto
quello che tu dicevi che potevo farne senza
siamo in un gran casino, e
non voglio dire forse — ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Lui dice che mi sposerà e potremo allevare una piccola famiglia
forse staremo bene, è un sacrificio
ma i miei amici continuano a dirmi di lasciar perdere
dicendo che sono troppo giovane, dovrei godermi la vita
quello di cui ho bisogno ora è un buon consiglio, per favore
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papi, papi se potessi solo vedere
come lui mi ha trattata bene
ci daresti la tua benedizione subito
perché siamo innamorati, siamo innamorati, perciò ti prego
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
ma mi sono decisa, terrò il mio bambino, oh
terrò il mio bambino, mmm...
Papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
papà non farmi la predica, sono in un mare di guai
papà non farmi la predica, ho perso il sonno
oh, terrò il mio bambino, ooh
non smettere di amarmi papi
lo so, terrò il mio bambino.




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