Cavalli che parlano e ragionano, giganti dalle proporzioni smisurate, nani così piccoli da poter essere tenuti in tasca, filosofi che popolano isole volanti: sono solo alcune delle creature straordinarie che il capitano Lemuel Gulliver incontra nel corso dei suoi viaggi avventurosi, tra mille peripezie e innumerevoli pericoli. Pubblicato nel 1726, I viaggi di Gulliver è oggi noto soprattutto come un classico della narrativa per ragazzi, ma rappresenta anche un capolavoro del fantastico e della satira. Lilliput, Brobdingnag, Laputa e Huyhnhnmlandia, i territori immaginari esplorati da Gulliver, sono il pretesto per descrivere dettagliatamente usi e abitudini di popolazioni favolose: sono popoli e paesi totalmente inventati dalla penna di Swift, eppure fanno riflettere sulle assurdità e i difetti delle società concrete dell'Europa settecentesca.
Mark Twain (1835-1910)
Le avventure di Tom Sawyer
Le avventure di Huckleberry Finn
Jules Verne (1828-1905)
Ventimila leghe sotto i mari
Il giro del mondo in ottanta giorni
Michele Strogoff (Mondadori, Milano 1971)
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