- Robert Brasillach (1909-1945)
Romanziere, poeta, commediografo, critico, giornalista, è senza dubbio
una delle figure più rappresentative di quella generazione intellettuale tra
le due guerre che aderì al fascismo, inteso sia come fenomeno di rinascita
nazionale ed europea, sia come "poesia del XX secolo". A ventidue anni è
incaricato di curare la pagina letteraria del quotidiano di Maurras, poi
passa alla redazione del settimanale "Je suis partout". Nel 1940 parte in
guerra; al ritorno dalla prigionia auspica un rapporto d'intesa con la
Germania. Al momento della "liberazione" viene imprigionato e, benché avesse
combattuto sempre e soltanto una battaglia culturale, viene condannato a
morte per le proprie idee, perché, come disse al processo il pubblico
ministero, "i suoi articoli hanno fatto più male alla Resistenza di un
battaglione della Wehrmacht".
- Lettera a un ragazzo della classe 40 (Edizione Caravelle, 1964)
- I poemi di Fresnes (Editrice Aurora, Caserta 1977)
- André Chénier (Scheiwiller, Milano 1974)
- Pierre Drieu La Rochelle (1893-1945)
- Racconto segreto (Longanesi, Milano 1965)
Sono tre frammenti di diario che possiamo definire un ritratto completo che Drieu fa di se stesso, in un arco tempo che va dalla prima guerra mondiale alla fine della secondo. Un argomento, o per meglio dire l'essenza di un'idea fissa, domina queste pagine: il suicidio; che troverà espressione completa, narrativamente, nel romanzo Fuoco fatuo. Curioso parallelo francese del Mestiere di vivere di Cesare Pavese, anche questo è un libro decadente di autore decadente. Ma, sia detto senza amor di polemica, la decadenza pavesiana ha frontiere e natura provinciali; la decadenza di Drieu ha al contrario carattere e soprattutto idee alla grande cultura europea.
Attraverso una crtitica spietata nei confronti della democrazia, considerata sia nella sua natura, sia nei suoi necessari effetti, Maurras dimostra la perenne validità della monarchia, vero e proprio regime dell'ordine nel quale la libertà trova la sua più congeniale e naturale realizzazione in basso, alla base della vasta e composita piramide sociale al cui vertice è invece l'autorità. Ragionatore troppo lucido e realistico per basare la preminenza del suo sistema monarchico su rimpianti legittimistici o su concezioni feudali o carismatiche, Maurras fonda le sue idee sugli insegnamenti della storia francese, ma perviene a conclusioni di perenne validità che non è lecito ignorare.
Yukio Mishima (1925-1970)
Il padiglione d'oro (Feltrinelli, Milano 1967)
Ezra Pound
Lavoro ed usura (All'insegna del pesce d'oro, Milano 1972)
Josè Antonio Primo de Rivera (1906-1936)
Scritti e discorsi di battaglia (Volpe, Roma 1967)
Saint-Paulien
I leoni morti
Saburo Sakai
Samurai (Longanesi, Milano 1972)
Otto Skorzeny
Vivere pericolosamente (Il Borghese & Ciarrapico, Cassino 1976)
Aleksandr Solzenicyn (1918)
Una giornata di Ivan Denissovic (Garzanti, Milano1963)
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