E' la magistrale esposizione in forma di tesi del pensiero cattolico
contro-rivoluzionario nell'età della Rivoluzione culturale.
L'opera svolge una profonda e radicale analisi del processo rivoluzionario
iniziato nel secolo XIV e che è sfociato nella Rivoluzione comunista, ai
margini della quale l'Autore, crede di poter intravedere una nuova
Rivoluzione (la quarta, dopo protestantesimo, liberalismo e comunismo), di
cui paiono sintomi di rilievo, tra altri, il "pensiero selvaggio"
strutturalista, il globale sfaldamento esistenziale del movimento
hippie e il carismatismo pentecostale, anche "cattolico".
Al panorama e alla descrizione tecnica del processo rivoluzionario si
accompagna l'esposizione feconda di quello contro-rivoluzionario, capace di
fermarlo.
Profondità di pensiero, semplicità di esposizione ed efficacia di metodi
fanno di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione un indispensabile
catechismo e manuale per quanti intendono seriamente opporsi alla distruzione
di ciò che resta della civiltà cristiana e votarsi alla difesa della santa
Chiesa.
Marcel de Corte
La grade eresia (Volpe, Roma 1970)
Le malattie dell'intelligenza da cui l'uomo è infetto fin dall'inizio
dell'epoca moderna si riassumono tutte nella grande Eresia modernista di cui
soffre la Chiesa cattolica che si sta trasformando da via della nostra
elevazione in strumento di sovversione di inaudita potenza. Il Comunismo è
malattia benigna di cui la Chiesa è protagonista al confronto di questa
mutazione ed in cui essa affronta la terza tentazione di Cristo: Haec
omnia tibi dabo si cadens adoraveris me. Questo il senso tragico della
grande eresia: l'apertura della Chiesa al mondo moderno è la demolizione
della Chiesa ad opera del mondo moderno. Senza reazione da parte nostra,
le ultime risorse di vita naturale si estingueranno in un pianeta abbandonato
alla volotà di potenza del Principe di questo mondo.
Enrico Delassus (1836-1921)
Ecclesiastico della Francia settentrionale, fu vigoroso lottatore contro
il modernismo religioso, politico e sociale. Dal 1872 collaborò, e dal 1874
al 1914 diresse la Semaine Religieuse di Cambrai, periodico
collegato al Sodalitium Pianum di mons. Umberto Benigni. Tra le sue
opere, oltre a Le problème de l'heure présente: antagonisme de deux
civilisations (1904, 2 voll.), ricordiamo L'Americanisme e la
conjuration antichrétienne (1899), L'Encyclique Pascendi e la
démocratie (1908), La conjuration antichrétienne: le Temple
maçonnique voulant s'élever sur le ruines de l'Eglise catholique (1910,
3 voll.), e infine Les pourquoi de la guerre mondiale: reponses de la
justice divine, de l'histoire, de la bonté divine (1919-1921, 3 voll).
Il problema dell'ora presente. Antagonismo fra due civiltà (Cristianità, Piacenza 1977)
E' una mirabile esposizione, in forma sistematica e organica, delle tesi
di fondo del pensiero cattolico contro-rivoluzionario del secolo XIX, di cui,
in un certo senso, costituisce anche inventario e bilancio, che si rivela
assolutamente positivo. Tali tesi sono confrontate e integrate sulla base del
magistero di Pio IX, Leone XIII e san Pio X.
Nella prima parte dell'opera, intitolata Guerra alla civiltà cristiana,
sono descritti, con il supporto della migliore documentazione all'epoca
disponibile, i tempi e i modi della lotta, occulta e palese, condotta dalla
Rivoluzione contro la civiltà cristiana, allo scopo di sconvolgere le basi
sociali della religione cattolica e di distruggere la Chiesa, per sostituire
a essa un "tempio", la Repubblica Universale, in cui si pratichi la
"religione dell'uomo", che prelude e introduce al trionfo del culto satanico.
Nella seconda parte dell'opera, intitolata La rinnovazione e le sue
condizioni sono indicati i presupposti di una possibile restaurazione
della civiltà cristiana dopo l'attacco della Rivoluzione: all'intervento
divino devono affiancarsi, a parte hominisriforma personale,
docilità alle lezioni del passato, ritorno alla semplicità del linguaggio,
nonché riconquista della nozione teologica di "peccato originale", di quelle
economiche di "capitale" e di "sforzo", e infine di quella sociale di
"famiglia".
Joseph de Maistre (1753-1821)
Saggio sul principio generatore delle costituzioni politiche e delle altre istituzioni umane (Scheiwiller, Milano 1975)
Juan Donoso-Cortés (1809-1853)
Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il
socialismo (Rusconi, Milano 1972)
Il Saggio contiene una critica profetica della "civiltà moderna"
come trionfo dell'anonimo e immenso cumularsi di potere e di mezzi coercitivi.
Donoso vede le cause di questa crisi nel rifiuto dei principi tradizionali in
nome di una presunta indipendenza della ragione, e nella sostituzione di
questi con i miti della "perfettibilità", del "progresso" e della Rivoluzione.
Se tutto si spiega in Dio e attraverso Dio, e se la teologia è la scienza di
Dio, nel quale e mediante il quale tutto si spiega, la teologia è la scienza
di ogni cosa. Dietro i sofismi vengono le rivoluzioni, dopo i sofisti è il
turno del boia. L'errore fondamentale del liberalismo consiste nell'annettere
importanza soltanto alle questioni di governo che, paragonate con quelle di
ordine religioso e sociale, non hanno alcuna importanza. Il socialismo è
forte perché è una teologia, ed è distruttore perché la sua è una teologia
satanica.
Raccoglie i suoi scritti e le sue conferenze in ordine cronologico
dal 1963 in poi, non è solo la testimonianza della coerenza e intransigenza
dell'arcivescovo Marcel Lefèbvre, ma soprattutto la tragica storia di trame
conciliari a tutti ignote e conseguenti devastazioni che hanno precipitato
la Chiesa in una crisi rovinosa. Di fronte a questo dramma, descritto nel
libro con "inesorabile dolcezza" e con non meno inesorabile veridicità,
l'arcivescovo non si limitò soltanto a scendere in campo, con la parola e
gli scritti, contro la totale secolarizzazione della Chiesa cattolica, ma
decise di passare quietamente e inflessibilmente all'azione. Fondò la
Fraternità Sacerdotale S. Pio X con il suo grande seminario a Econe in
Svizzera e altre case in Svizzera, Francia, Italia, Inghilterra e Stati
Uniti, proponendo il solo scandalo che nella Chiesa di oggi sembra ancora
imperdonabile: lo scandalo dell'obbedienza perfetta alle consegne eterne
della tradizione cattolica. L'austerità dell'ascesi, la severità delle
discipline e la purezza delle liturgie, proposte e predicate dall'arcivescovo
Lefèbvre, lungi dall'allontanare "i giovani", secondo una falsa e corrente
ideologia, attirano folle di adolescenti ai suoi seminari di puro stampo
borromeano.
Luigi Villa
Vaticano secondo e religioni non cristiane (Editrice Civiltà, Brescia 1971)
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